Escuela Superior de Música Reina Sofía
Dedica:
Nel 1991, pochi mesi dopo l’inaugurazione della Scuola di Musica Reina Sofia, sentii che avremmo dovuto includere la musica da camera. A quel tempo avevamo solo quattro docenti. Tuttavia decisi che il quinto non sarebbe stato un docente di strumento ma piuttosto un grande camerista.
Non ho avuto nessun dubbio nemmeno per un secondo: doveva essere Piero Farulli, l’anima del magnifico Quartetto Italiano che era venuto spesso in Spagna e che ho potuto ascoltare da bambina alla Società Filarmonica di Bilbao. Perciò andai a trovarlo ben due volte: Piero non capiva perché questa donna si era presa la briga di viaggiare fino a Fiesole per convincerlo ad andare a Madrid a insegnare in una nuova, piccola Scuola; alla fine, ebbi la meglio e Piero accettò.Ricordo benissimo quegli anni di Piero alla Scuola. Era un lusso per me poter assistere alle sue lezioni, alle prove, e poi conversare a lungo dopo; perché Piero era non solo un grande musicista ma aveva un suo modo, molto profondo e personale di sentire la musica. Non dimenticherò mai il giorno in cui quattro giovani allievi eseguirono a memoria un intero quartetto di Mozart. Era così commosso che potè a mala pena parlare!
Piero era molto esigente: voleva che gli allievi avessero per il quartetto la stessa passione che aveva condiviso con i suoi colleghi del Quartetto Italiano. Nel suo periodo di insegnamento alla Scuola mise quei semi che poi fiorirono con complessi fantastici come il Casals o il Quiroga, o quelli che vengono al nostro Istituto per la Musica da Camera a lavorare con Rainer Schmidt e ora con Günter Pichler. Grazie questo impetuoso abbrivio iniziale di Piero Farulli – e poi di suo nipote Antonello- Madrid è divenuta la città di riferimento nel mondo per i giovani quartetti ad arco. Si sarebbe molto rallegrato vedendo le nostre conquiste in questo ambito oggi!
Paloma O’Shea – Fondatrice e Presidente Escuela Reina Sofia